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Festa della Repubblica, il discorso del sindaco De Angelis

2giugno2019
dom 02 giu, 2019

 

Nel 73esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, rivolgo il mio saluto agli uomini e alle donne delle nostre Forze Armate, insieme a loro rendo omaggio ai caduti di tutte le guerre, lungo il difficile e sofferto cammino del nostro Paese verso la libertà e la democrazia.  Da quel 2 giugno 1946, in cui si espressero liberamente i cittadini italiani, abbiamo vissuto anni importanti verso una maggiore coesione, in un cammino ispirato dalla nostra Carta Costituzionale, architrave della Repubblica e importante riferimento per tutti.

 

Valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno sono il fondamento della nostra società, i pilastri della civile convivenza.

 

Non c’è quindi nessuna retorica nel rendere omaggio, oggi, alla Costituzione e alla Repubblica, che su di essa si fonda. Rendere omaggio alla Costituzione è anzi un atto  di grande attualità, perché rappresenta un invito a superare la sfiducia nei confronti della politica, una sfiducia che assume sempre più un inquietante significato distruttivo, perché è spesso una sfiducia priva di qualsiasi proposta.

 

Preoccupa il crepuscolo del senso dello Stato, il diffuso vuoto di valori, i personalismi crescenti che hanno contagiato pure molti e troppi eletti nelle istituzioni. Assistiamo ad una vera e propria crisi morale che richiama alla responsabilità tutti i politici e gli amministratori della cosa pubblica.

 

E’ nostro compito richiamare i valori della Costituzione, che ci impone il  perseguimento del bene comune senza se e senza ma. 

 

Chi amministra la cosa pubblica non può e non deve anteporre il bene personale al bene comune, non può e non deve sottrarsi al dovere della proposta:  ce lo chiedono i giovani dall’incerto futuro, lo vogliono i cittadini senza lavoro, lo chiedono i cittadini che hanno diritto ad essere amministrati.    Dobbiamo governare nonostante tutto, investire nella speranza del domani, nella cultura, nella scuola, nella sicurezza, nella qualità della vita. Dobbiamo far sì che la nostre coscienze non si assopiscano, non si abituino all’incertezza, all’opacità del compromesso ed all’instabilità permanente assunte come devastanti paradigmi del vivere.

 

Che non prevalgano egoismo, sfiducia ed indifferenza! 

 

La sfera del pubblico è una grande risorsa: il Comune, le Istituzioni, tutti i luoghi di aggregazione, anche virtuali come i social,  non devono essere arene dove giocare a fare i gladiatori in combattimenti all’ultimo sangue, bensì luoghi di costruzione, di confronto, di dialogo, luoghi di rispetto dell’altro e di esercizio della democrazia.

 

E per farlo dobbiamo far passare la cultura del bene comune, nella quale i singoli diventino protagonisti e condividano gesti collettivi. Abbiamo enormi riserve umane e morali, di intelligenza e di lavoro, e per farle emergere dobbiamo promuovere il più possibile la partecipazione.  

 

I valori fondanti della democrazia devono vivere ogni giorno nelle nostre azioni.  Sono gli stessi valori che hanno unito gli italiani  il 2 giugno del 1946  e devono  continuare a guidarci per realizzare il desiderio dei nostri padri:  dare ai giovani  un'Italia in pace,  una Nazione prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo a livello europeo ed internazionale.

 

In questo percorso ci accompagna la consapevolezza che in un mondo interdipendente non possiamo mai fare da soli, non potrà esservi sicurezza se permarranno crisi e conflitti, non potrà esservi vero benessere se troppa parte dell'umanità sarà ancora costretta alla miseria.

 

Le Forze Armate fanno la loro parte.  La loro umanità, la loro professionalità, la loro abnegazione, il modo costruttivo con cui hanno saputo interpretare i compiti  svolti in Patria ed in tante regioni del mondo, gravide di rischi, sono alla base della stima e dell'affetto dai quali sono circondate.

 

Un ringraziamento particolarmente sentito va ai militari intervenuti con la Protezione Civile in soccorso alle popolazioni del Centro Italia, duramente e dolorosamente colpite dai recenti e  devastanti terremoti.  Il loro impegno testimonia ancora una volta la dedizione delle Forze Armate al Paese e ai suoi cittadini, dei quali sono nobile espressione.

 

Agli alpini, ai soldati, ai marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado ed in modo speciale a quanti in questo giorno di festa sono impegnati nei teatri operativi in tutto il mondo, giunga l’enorme gratitudine dei cittadini di Avezzano,  della Marsica e mia personale.

 

Viva le Forze Armate, viva Avezzano, viva la Repubblica!

 

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